{"id":1204,"date":"2021-06-29T12:02:03","date_gmt":"2021-06-29T12:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/cesa.rc.iseg.ulisboa.pt\/anamafaldaleite\/?page_id=1204"},"modified":"2021-06-29T13:03:59","modified_gmt":"2021-06-29T13:03:59","slug":"naturalita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cesa.rc.iseg.ulisboa.pt\/anamafaldaleite\/naturalita\/","title":{"rendered":"Naturalit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h5>lettera a Rui Knopfli<\/h5>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<p>Io, mio caro Rui Knopfli, io, mi sposo con l\u2019asprezza delle <em>micaias <\/em>e delle rose,con il viola delle notti lente e alle lune con i due emisferi. Da sud a nord, in spirale, l\u2019intensa lentezza dei sensi spossati dagli strani uccelli che popolano i miei sensi fatti di ali ben reali, muove il mio cuore, in un interno indiano. chiamatemi pure europea o africana. Che fare se non tacere? I miei versi liberi, liberi <em>xingombelas<\/em>, liberi pomi volano senza terra, in quella terra che porto dentro la casa mobile che attraversa il mio sogno. Molto dentro a tutti i paesaggi fai svegliare qui il tuo, il mio, spossatezza dolente, luce che le sere ardenti alzano nell\u2019anima risvegliata al suo improvviso sorgere. \u00c8 probabile, sicuro anzi, che il mio corpo intrecciato di liane e <em>liamba<\/em> sia una pianta rampicante fatta di nuvole in cui l\u2019arcobaleno&nbsp; morde la coda di molti cieli in delirio, perch\u00e9 l\u2019anima senza pace fa sposare esseri bifronti, mostri di un hermes senza patria<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; qual \u00e8 la patria di un poeta se non la sua lingua bifida e in fiamme, se non il veleno redentore della <em>mamba<\/em>, dolore attorcigliato a questo corpo babele annunciata in fiamme?<\/p>\n\n\n\n<p>nel frattempo c\u2019\u00e8 una terra e una patria in cui io mi fermo pian piano, mi riconosco e mi disconosco, scriba accovacciato arrossendo la lingua di amorosi sapori, di ritmi vibranti, \u00e8 la tua patria di versi, mio caro Rui, la tua Mafalala intumescente Jos\u00e9, la tua sensuale architettura a oriente, Eduardo, o principe dei poeti, la tua direzione tranquilla e silenziosa Artur, la scultura maconde della tua voce ferita, No\u00e9mia, il tuo ricamare di Pemba azzurro Gl\u00f3ria, il monsone elegiaco,&nbsp; tragico, doloroso dei tuoi blues Patraquim, il tuo mare a nord nelle isole utopiche Virg\u00edlio, e sull\u2019arca di No\u00e9, la favola grottesca di Grabato che strappa i punti cardinali di una terra smarrita a Filimone , ma cresciuto in noi, fino al primo palmo di tutti i suoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Credimi, la terra-mare che cammina sulle nostre lingue \u00e8 un origine oscena, una patria divisa in cronache della peste, una nascita incestuosa di madri multiple, in noi feconda o suono di <em>xipalapala<\/em>, eco lancinante della fine di un giorno, suono misterioso, monticello de <em>much\u00e9m<\/em> cresciuto dalla terra, sventrando ali in voluta, volo lento in un ombra accesa, patria mia,<\/p>\n\n\n\n<p>passaporto<\/p>\n\n\n\n<p>naturalit\u00e0, solo una , la poesia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Frontiera Liquida<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Per Rita &amp; Z\u00e9 Lu\u00eds<\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>La piega del tempo si cuce senza segno fronte e retro<br>coincidono<br>&nbsp;e quello che succede \u00e8 solo una sponda di<br>volont\u00e0 dimenticata<br>cos\u00ec il mio viso&nbsp; sta nell\u2019ombra da sempre<br>fino a quando il necessario numero delle lune incontri<br>la geometria esatta per illuminarlo<br>credo in questi numeri segreti<br>in questo incrociarsi di linee<br>sulla palma della mano<br>parallele due vite<br>mi danno<br>forse perch\u00e9 in una l\u2019altra<br>illumini il mio viso<br>la frontiera liquida dei due mari<br>a occidente a oriente<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; rosa dei venti gira<br>di luna in luna il mio viso<br>calante crescente<br>intera non coincidente<br>luna nuova sono<br>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; solo quando c\u2019\u00e8 luna piena<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Stagione delle pioggie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>per magia una fiamma si accende<br>giochi nascosti la bocca si accende<br>un frutto rosso fa echeggiare il suo cuore<br>la sera gli animali sentono questo improvviso<br>alzarsi della luna<br>canto ancora basso nell\u2019ombra<br>mi affido alle braccia degli alberi scopro il viso<br>delle buganville intrecciato con le mani dei girasoli gialli<br>lanciati dalla veranda nel vento<br>nascondo il mio viso tra le mani<br>vibra tra le mie braccia la violenza<br>incantata dei tuoni che disegnano raggi fulmini d\u2019argento<br>soffia nel mio cuore una girandola in festa cresce un\u2019<br>ombra che ritaglia spade di luce<br>colori fiammeggianti in circolo<br>la testa del crepuscolo spia cos\u00ec l\u2019arrivo lento<br>della pioggia<br>\u00e8 in questo tempo senza mai che la respirazione umida della<br>terra ci chiama<br>e ci ubriaca di tiepido tedio<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Carosello giraluce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>il volo del tuo sorriso breve figura di bambini con i<br>riccioli a spirale l\u2019infanzia si riempie di sospiri<br>la foresta che alza lentamente gli occhi verdi<br>scende il cambr\u00ec dei giorni estasiati<br>&nbsp;<br>dove vai cos\u00ec leggera? orlato il tempo di stelle giganti<br>gli occhi rotondi seguono il volo degli uccelli sui rami<br>il tatto rosso dei fiori di acacia che ridono nel buio<br>loro abbassano le dita<br>&nbsp;<br>\u00e8&nbsp; una festa di cieli felici<br>maturano i frutti le mani toccano le et\u00e0 in cui canta<br>l\u2019uccello dell\u2019eco si riempiono dell\u2019oro della sera i suoni<br>ripercossi nella pioggia di fuoco<br>&nbsp;<br>leggere lune fanno rotolare l\u2019odore dolce d\u2019 incensi bruciati nel vento<br>\u00e8 notte in questo mese da lontano una pietra di quarzo libera una<br>scintillante farfalla azzurra<br>&nbsp;<br>un&#8217;altra luna declina petali meditando sulle cose dimenticate<br>la fronte rivolta verso la notte dei giardini sospesi l\u00ec dove il sangue delle foreste verdi passeggia nel cuore scuro<br>&nbsp;<br>l\u00ec dove pulsa un\u2019altra luna pi\u00f9 grande<br>giallo-arancio fuoco e pi\u00f9 strana<br>&nbsp;<br>in una ruota continua un carillon attraversa la notte<br>&nbsp;<br>la segue intorno al mondo<br>&nbsp;<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Ritorna all\u2019aroma iniziale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>perch\u00e9 ti \u00e8 stato negato il tempo della fortuna il tuo cuore<br>riposa gi\u00e0 estraneo<br>&nbsp;<br>il rumore di un\u2019ape e un silenzio ancora paragonabile<br>all\u2019istante in cui si incrociano due predestinazioni<br>tutto ha un mistero di luce imprevista<br>si potrebbe dire che abbiamo fatto il giro di tutta la mappa<br>&nbsp;<br>azzurro che stai per partire portami per mano il solstizio<br>incerte immagini rendono morbido il campo di gialli e rossi<br>si liberano fuochi<br>&nbsp;<br>legate questa notte!<br>&nbsp;<br>amore per il dubbio ma anche per le lacrime<br>lascia che venga quest\u2019 ombra&nbsp; che mi trascini verso di lei<br>la sua daga incantata sogna nel mio corpo<br>&nbsp;<br>chi porter\u00e0 all\u2019ombra tanto orrore chi restituir\u00e0 alla polvere tanta follia?<br>&nbsp;<br>dispersa la dama della notte il vento di ponente<br>lasciatemi come quando sono nata sola e nuda quando ho aperto gli occhi<br>che penetri solo un punto di luce pure<br>che per il rampicante delle ore si perdano la mia memoria<br>e il mio nome<br>il tatto delle belledonne mi abbandoni alla sera nell\u2019umidit\u00e0<br>dell\u2019alba<br>&nbsp;<br>che io finalmente ritorni al sapore iniziale<br>lasciate che io danzi a piedi nudi<br>&nbsp;<br>che ritorni da molto lontano al petto di mia madre ardente<br><\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Un alto baobab sull\u2019altra sponda del mondo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>metto nel fiume il mio corpo fluttuante<br>le anche cinte di foglie e fiori di fuoco<br>una pioggia scintillante la sera profumo l\u2019ombra<br>tocco mura fredde chiss\u00e0 se sono gi\u00e0 soltanto una leggenda<br>&nbsp;<br>ho bisogno di uno specchio vergine in cui nessuno si sia mai guardato<br>la tua tela di pittore il vento a dissipare memoria una canzone sulle mie labbra che risvegli l\u2019azzurro che faccia<br>scintillare gli occhi degli spiriti e mi aiuti a riconoscerli<br>&nbsp;<br>&nbsp;<br>guardo nello specchio in cui mi guardi l\u2019immagine ancora sola<br>la penombra dipinge di rosso scuro il giallo<br>in questo verde sono io che dormo incantata<br>un sedimento profondo quello che piange dentro di me<br>mostra la strada per il grande silenzio<br>uno strano vino ubriaca il fiume<br>&nbsp;<br>all\u2019improvviso una delle porte nell\u2019acqua si apre verso dentro<br>entro nei fanghi verdi della corrente oscura<br>\u00e8 me che aspetta tutte le notti di luna<br>un alto baobab sull\u2019altra sponda del mondo<br>&nbsp;<br>sono solo un suono lontano d\u2019acqua<br>o colore che corre<br>&nbsp;<br>stesa sulla tela torno alla magia dell\u2019arcobaleno<br>attraverso il biancore&nbsp; sanguinante i rami nudi<br>mi crescono dalla bocca<br>&nbsp;<br>mi guardo attraverso questo specchio e guardo dall\u2019altro lato<br>&nbsp;<br>un mago strano che dipinge il mio corpo<br>un uccello pesce che gioca in forma di serpente<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Dall\u2019altro lato, a sud<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Tropico del capricorno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>qui fa freddo d\u2019inverno, amico mio, e quasi mi viene voglia di scrivere una poesia. dall\u2019altra parte il paesaggio \u00e8 solo silenzio e l\u2019anima vola smisurata.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; chiediamo se il tropico del capricorno sta per arrivare, perch\u00e9 il segno ruota al ritmo delle stagioni. l\u00ec deve essere estate e io mi metto sulle spalle questa tristezza incappucciata che pesa e non mi riscalda<br>le pagine dei giorni si girano ad una ad una. le notizie vengono da lontano in trentatre rotazioni. Non ci sar\u00e0 una canzone libera nella vostra fretta votare&nbsp; il vostro cuore che ci ricorder\u00e0?<br>&nbsp;<br>siamo quieti. quasi sembra che ci siamo ibernati in questo azzurro vivo che taglia come ghiaccio in un giorno di sole.<br>ci chiedono di abitare questa lingua che si disfa in arcobaleno, di condire con lo zenzero questa scipita&nbsp; maniera di comunicare<br>dove si spogliano affetti e si nascondono pozze di solitudine. devo attraversare l\u2019oceano e bagnarmi di questa luce lustrale che mi fa rinascere.<br>&nbsp;<br>ho paura di morire qui. assiderata, attraversa la mia testa una specie di neve insopportabile e sento le ossa spezzarsi<br>non ho scelto il tropico del cancro, non voglio andare all\u2019indietro. in verit\u00e0 ho scelto la mappa e detesto che i luoghi mi ancorino alla terra.<br>la mia natura \u00e8 errante e ha bisogno di calore per crescere. non chiedetemi parole che vestano ala gola di chi canta lontano.<br>io non posso tradurre l\u2019anima n\u00e9 travestirla. ho bisogno di un bacile pieno di <em>xicuembos<\/em>, incensi, erbe aromatiche in cui aspirare la terra rossa che porto sempre a rinascere dentro di me .<br>Porto gli occhi gi\u00f9 per il tropico del capricorno apro le tende dell\u2019immaginazione e il sud si disegna tra le dita di zafferano.<br>mi dici allora che ti sei innamorato di una ragazza mussulmana che danza la danza del<br>ventre e improvvisi sari svolazzano tra di noi,<br>portata in un miraggio dimentico l\u2019origine dei nomi<br>chiedo alla radice del tempo che l\u2019amore ci popoli della polvere delle stelle<br>e che incantata la voce danzi in questo mio ventre che abbraccia il tuo sguardo meravigliato.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Porto il nome di una nave<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>Ana mafalda una nave dell\u2019impero mi ha fatto nascere tra due oceani. fu questo il nome che mi hanno dato quando mi hanno portato via e trapiantata da un emisfero all\u2019altro.<br>sono nata tra frontiere liquide tra le onde&nbsp; ho inventato iuna culla, uno scivolare di maree alla fine degli anni cinquanta<br>mio fratello pi\u00f9 grande racconta che&nbsp; a Kano<br>incantatori di serpenti suonavano il piffero e che i serpenti danzavano.<br>non mi ricordo. era ancora solo silenzio e volo sulle acque. danzavano in me due occhi grandi<br>molto rotondi e spaventati. in una fotografia dell\u2019epoca<br>avevo un vestitino di piquet e riccioli intrecciati in un assenza di cornice color seppia.<br>porto nel sangue l\u2019origine giudea&nbsp; e fenicia gli occhi verdi<br>mare di mia madre non lo smentiscono e neanche il profilo sottile e&nbsp; semita di mio padre. mi hanno portato fanciulla&nbsp; nell\u2019oriente indiano<br>dove sono nata nuovamente<br>e in questo l\u00ec qui, un nord di vicini <em>muenomotapas<\/em><br>di antichissime miniere, \u00e8 approdata la mia nave.<br>&nbsp;<br>ai margini dello zambesi del revegu\u00e9 e del fiume maotize. come una nave d\u2019opera di herzog nel suo fitzcarraldo<br>&nbsp;<br>nelle miniere il carbone ricorda, ardente, discese transatlantiche al centro della terra.tra le pietre di quarzo e le foglie di <em>mica<\/em> per il grande fiume che ha incrociato i tunnel sotteranei di <em>much\u00e9m<\/em> mi navigo da matundo a tete.<br>gli ippopotami dormono piano nelle acque<br>di nome in nome qualcuno mi fa segno e guardando bene vedo che sono io. gi\u00e0 un&#8217;altra nave. Ana mafalda. un battello o una canoa a motore che attraversano da sempre<br>zambesianamente fermi con lunghi e nostalgici fischi<br>di partenza in finisecolari odi trionfali le cascate<br>impreviste della sponda pi\u00f9 antica del mondo.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Pessoa a Djone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>Fernando pessoa a durban seduto a guardare il mare \u00e8 gi\u00e0 nato alvaro de campos. Aspetta l\u2019arrivo dell\u2019ode marittima la stanchezza della notte antichissima e serena. Accende un sigaro riflette su questo strano ingegnere che lo libera in una navigazione cosmopolita. Certamente l\u00ec, sulla sdraio dove se ne sta steso e da cui si apre il suo sguardo non sa nulla di<em> manjonejones<\/em>, non \u00e8 mai stato ad un <em>dumbanengue,<\/em> non conosce maputo n\u00e9 tete il fumo del sigaro lo porta in altri luoghi in cui la nebbia spunta ad occidente. Potrebbe star seduto all\u2019hotel polana in vacanza o a sbrigare piccole burocrazie o accidentali affari di passaggio. Straniero e sconosciuto con un buon calice di cognac davanti guarda la macchina da scrivere. Non vede gabbiani. Non sogna ma gi\u00e0 usa gli occhiali. E\u2019 solo un profilo con un cappello di paglia bianco nel paesaggio, forse chiss\u00e0? Il volto inquieto del suo eteronimo bernando soares sfoglia&nbsp; assente un libro dell\u2019inquietudine.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Tutti i paesaggi a venire<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>rosso scuro&nbsp; delira il suo canto<br>apre il cielo in due<br>le met\u00e0 cadono intorno a me rimango splendente con gli<br>anelli della luna si apre il riso sveglia stesa sul letto avvolto di luce di<br>splendore<br>&nbsp;<br>ci sono ombre cinesi sul cuscino le tende di paglia della finestra<br>e mi accarezzano<br>i rami crescono nudi le tue trecce una pioggia scintillante<br>mi guarda lungamente dalla finestra in un favola<br>&nbsp;<br>stelle bianche gli occhi rotondi seguono il magico<br>accadere di una bacchetta nella mia mano<br>tocco l\u2019et\u00e0 dove fischia la salamandra e lo spiritello sale sui rampicanti del sogno<br>altri occhi,&nbsp; stupiti, si riempiono d\u2019oro<br>due collane sparse all\u2019alba<br>ricamati di allegria, fatti bella di questa strana luce<br>perch\u00e9 il tempo \u00e8 circolare come l\u2019arcobaleno e tu ruoti<br>&nbsp;<br>in quest \u2019arco<br>un corpo di puro fuoco<br>in cui si accendono tutti i paesaggi a venire<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Libro delle genealogie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>nell\u2019oscuro delirio il suo canto apre il cielo in due<br>le met\u00e0 cadono intorno a me resto ammirata con gli anelli<br>della sfera<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; incandescente<br>&nbsp;<br>ci sono serpenti ombre sinuose sul cuscino<br>le tende di paglia si muovono sui rami crescono nude le aspre capigliature antiche una pioggia scintillante mi guarda<br>lungamente dalla finestra<br>disegna mappe luoghi senza ombrello<br>che avanzano in un racconto vero in cui entro<br>pian piano in un incrocio perduto di <em>palaves<\/em> schivi<br>volti si accendono e&nbsp; seguono il magico succedere di un bastone, si liberano stelle cadenti? scoppiano mine? o soltanto fuochi di luna? uomini con maschere di leone, di iena, di rinoceronte, danzano lo<em> nhau<\/em> corrono nella notte i <em>muzimos<\/em> convocati a pombe<br>animali liberi invadono l\u2019allegra comitiva nel mezzo di ululati e parole d\u2019ordine segretissime tocco cos\u00ec l\u2019et\u00e0 dove si stende la lingua lunga del camaleonte che prende gli insetti con la calma molto antica di un <em>mftiti<\/em> mentre esercita la lettura del destino<br>sull\u2019 irta presenza della luna crescono gli occhi rotondi di chi illumina si riempiono di suoni<br>le collane agitate<br>al battere della pioggia e della latta nell\u2019aria un sospiro denso di sortilegi trasporta alligatori lanciati&nbsp; in un cadere secco<br>sulle sponde si spandono in una specie di rete in cui io mi catturo in frammenti o mi faccio catturare<br>pietre pietrine pezzetti di ossa quello che resta sulle sponde guadagna nuovamente il corpo delle acque&nbsp; del fiume o del cammino e in una voce che mi nasce sento la genealogia: ricama per me adesso di allegria la pianta del tuo piede<br>che \u00e8 la radice di questa terra e ti copre la pelle di <em>cassanha<\/em><br>infilati in questo odore di <em>canho<\/em> di questa strana luce ardente<br>che si indovina quando mi guardi<br>perch\u00e9 il tuo tempo \u00e8 la spirale dei fiumi<br>ruminata<br>\u00e8 la sorgente di <em>nipa<\/em> la tua foce nelle nostre ombre<br>e non c\u2019\u00e8 parola che tenga strette queste lune queste visioni di uno <em>xipoco <\/em>che ti abbraccia<br>ti&nbsp; fai donzella in me, inerme<br>e pietra&nbsp; dopo pietra improvvisamente fai ruotare un corpo di puro fuoco<br>in cui si accendono tutti<br>i paesaggi ancora a venire &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; nell\u2019oscuro delirio<br>il suo canto&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; apre il cielo in due<br>le due met\u00e0 cadono vicino e rimani ammirata con gli anelli della sfera<br>incandescente<br>che mi fa ruotare e ti fa ruotare dentro di me<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Adesso senza ali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><\/p><cite>qui il mio volo \u00e8 a piano terra<br>e faccio a meno della presenza di braccia<br>&nbsp;<br>i miei piedi toccano la terra con cautela<br>sognano strade che non ci sono<br>&nbsp;<br>presagisco una brezza tra i capelli un\u2019ombra fuggitiva<br>che mi porta per mano<br>&nbsp;<br>seguo un tragitto scelto<br>l\u2019ho disegnato con quattro punti cardinali che girano<br>continuamente<br>e la volont\u00e0 \u00e8 quella di coniugare lo sguardo al risveglio di una mattina<br>con quella di ognuna<br>&nbsp;<br>fioriture smisurate e luce del sole in <em>catadupa<\/em><br>che i verdi ritemprino la scala dell\u2019iris allucinata<br>accesa&nbsp; indimostrabili evidenze<br>&nbsp;<br>faccio a meno cos\u00ec&nbsp; di qualunque dimostrazione<br>rigore cesura o equazione<br>&nbsp;<br>vado in un ritmo teso e brando che nulla cerca<br>sapendo che l\u2019arrivo accade in qualunque momento<br>&nbsp;<br>al posto dove innominato leggero intenso<br>&nbsp;<br>scopro un&nbsp; qualche saper essere<br>&nbsp;<br>adesso<br>senza ali<br>&nbsp;<br>e depongo quello che ne resta<br>nel luogo<br>dove<br>intero<br>batte il cuore<em>&nbsp;<\/em><br><\/cite><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>lettera a Rui Knopfli Io, mio caro Rui Knopfli, io, mi sposo con l\u2019asprezza delle micaias e delle rose,con il viola delle notti lente e alle lune con i due emisferi. 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